Non solo Sakineh
Come fermare le violenze contro i cristiani in Pakistan e Iraq
Deve essere stata una normale conversazione, uno scambio di opinioni sulla religione, quella avvenuta tra Asia Bibi e le sue colleghe durante il lavoro nel villaggio pachistano di Ittanwali. La donna, appartenente a una delle tre famiglie cristiane presenti nel villaggio musulmano, ha messo a confronto Gesù e Maometto esprimendo la sua contrarietà a convertirsi all’islam. Per questo è stata denunciata dalle braccianti con cui lavorava, processata e condannata a morte. Leggi Pogrom contro i cristiani in Iraq, al Qaida usa i mortai

Asia Bibi è stata definita da alcuni la “Sakineh pachistana”, anche se per ora la mobilitazione generale non è pari a quella che ha sostenuto la donna iraniana. In questi giorni però si sono levate alcune voci, tra cui quella del professor Asghar Ali Engineer studioso musulmano indiano: “In Pakistan – ha spiegato ad Asianews – è ormai evidente che le leggi contro la blasfemia sono divenute un comodo strumento nelle mani di coloro che vogliono colpire le minoranze. E’ urgente lanciare una campagna sostenuta da leader per i diritti umani e governi… Nessuno deve rimanere in silenzio”. Intanto l’All Indian Christian Council ha chiesto a New Delhi di presentare il caso alla Commissione Onu per i diritti umani.
Oggi durante la visita a Islamabad, il ministro degli Esteri italiano Franco Frattini ha affrontato il tema dell’ondata di violenze e terrore che il mondo islamico sta infliggendo ai cristiani. E’ di poche ore fa l’annuncio da parte delle autorità pachistane dell’attivazione di un’indagine che verifichi la corretta e non strumentale interpretazione della legge sulla blasfemia, introdotta nel 1985 all’articolo 295 del codice penale pachistano. La decisione definitiva spetta però solo all’Alta Corte e dipenderà dai risultati del riesame del caso. Il ministro per le Minoranze Shahbaz Bhatti nel dialogo con il capo della Farnesina ha rilasciato una accomodante dichiarazione, in cui afferma che ''le minoranze, soprattutto quella cristiana, hanno un ruolo importante nella storia del Pakistan. Il nostro governo farà il possibile affinché la legge sulla blasfemia (che punisce con la morte chi offende la religione islamica, ndr.) non sia oggetto di abusi o sia utilizzata contro le minoranze''.